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Journal Entry: Wed Jun 20, 2007, 4:31 AM
un fotografo è colui che riesce a rendere bello anche ciò che bello non è semplicemente cercando di esprimere in quello scatto la sua sensibilità. (bruno Spiezia)

Per chi vuole vedere anche altri miei lavori può visitare il mio sito ufficiale
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un saluto a tutti
bruno

Br62 story

Journal Entry: Mon May 7, 2007, 4:11 AM
Bruno Spiezia nasce il 18 Agosto 1962 a Roma, all’età di 6 anni un giorno mentre con il padre stavano guardando l’album di famiglia, rimase colpito da alcune foto fatte dallo zio Isidoro in africa e incominciò ad affacciarsi nella sua mente il desiderio di fotografare il mondo. A 14 anni le sue prime prove con una macchina fotografica a telemetro gli fecero comprendere che oltre al desiderio esisteva la necessità di avere delle buone basi tecniche senza le quali non sarebbe riuscito a tradurre in immagine ciò che i suoi occhi osservavano. Iniziò così a studiare e a documentarsi sulle tipologie di tecniche e accessori, di reflex, di ottiche e di tematiche, spesso rimaneva a leggere fino a tarda notte tanto era preso dagli argomenti trattati. La sua prima reflex fu una K1000 comprata con i risparmi di un’altra passione che lui coltivava il canto, e questo gli ha permesso di girare in tournee e di vedere luoghi e costumi della nostra Italia. Ora aveva a disposizione un bel banco di prova per mettere in pratica i suoi studi teorici e misurarsi con le sue capacità, come tutti anche lui ha dovuto superare le sue prove e sicuramente la sua caparbietà non lo ha fatto mai desistere dall’andare avanti. La sua attività di corista comunque gli aveva permesso di mettere nel frattempo qualche risparmio nelle sue casse e fu così che un giorno conobbe Fabio Salvatori (fotografo) e insieme si misero in società aprendo a Roma un laboratorio per la stampa del bianco e nero. Questo era un anello importante per la sua crescita poiché si trovava a seguire tutte le fasi di lavorazione di un fotogramma e la collaborazione era una scuola continua, così ecco arrivare i primi lavori fotografici dalle riprese industriali a quelle fatte in studio, da esterne per matrimoni a manifestazioni sportive e culturali. Tutto era importante per incominciare ad avere un proprio bagaglio di esperienza nel settore. Ovviamente ora lavorava con attrezzature che andavano dalla reflex al medio formato, al banco ottico, i suoi generi preferiti però incominciavano a essere ben chiari nella sua mente, amava la fotografia in bianco e nero, il ritratto, il glamour, il nudo artistico e le immagini di contesti urbanistici. Purtroppo per una serie di avvenimenti la società si sciolse e così ora si trovava da solo ad organizzare il suo nuovo percorso fotografico, non aveva la possibilità economica di mettersi in proprio e questo ha pesato molto sulle sue scelte di vita che lo hanno portato a lavorare per un’importante azienda nel campo delle telecomunicazioni. Continua però a produrre immagini ora per se stesso e questo lo convince di coltivare l’idea di provare a portare avanti dei validi progetti fotografici, Diventa presidente della Fasf (fotografi associati spettacolo freelance) una associazione che si preoccupa di riunire tutti i fotografi freelance nell’ambito dello spettacolo e di portare avanti l’idea di un lavoro che fosse garanzia di una professionalità, intanto con la sua fedele Nikon continuava a scattare e un giorno è stato contattato come giuria nell’ambito di un concorso fotografico avente come tema la telefonia pubblica e la vita quotidiana, qui ha avuto il piacere di conoscere Maurizio Galimberti che era stato chiamato come esperto fotografo. E dietro all’evento si è reso conto di quante cose si possono condividere anche con persone del calibro di Galimberti, e la volontà di portare a termine un bel progetto fotografico che fosse un insieme di elementi che in qualche modo raggruppassero le tematiche a lui care. Incomincia così a mettere giù l’idea di rappresentare la figura femminile nella sua bellezza, nella sua armonia, una visione del nudo artistico che andava in una determinata direzione. Intanto conosce il dott. Davide Tedeschini responsabile del museo d’arte contemporanea di Fonte Nuova e con lui nascono una serie di collaborazioni, viene inoltre richiesto per riprendere la presentazione del calendario del fotografo Enrico Ricciardi all’art cafè di via Veneto. I suoi lavori fotografici arrivano a portarlo per essere chiamato a riprendere il musical il conte di montecristo e le sue foto vengono pubblicate sui vari quotidiani a livello nazionale. Intanto il dott. Tedeschini gli mette a disposizione una sala del museo per la realizzazione del suo progetto fotografico sul nudo artistico femminile, trova una modella idonea alla sua idea di femminilità e incomincia quella che poi si tramuterà in una serie di scatti dal contenuto fotografico che mette in simbiosi la pittura, la bellezza, la rappresentazione fotografica del nudo femminile. Ne nascono delle immagini di forte valore e nelle quali lui identifica un concetto particolare, la donna percorre la sua vita attorniata dai colori, questi colori che ne dipingono le emozioni e che a loro volta vengono utilizzati per attrarre, per sedurre. La donna quindi non più rappresentata spoglia dei suoi indumenti ma seppur nuda comprende una sua tonalità. Una delle immagini viene pubblicata su Fotocult e tutto il lavoro trova consensi tra gli esperti del settore. Alcuni inizialmente avevano pensato che si trattasse di body painting ma osservando con maggiore attenzione si sono resi conto subito della fusione dei colori con il corpo della modella e che era una tecnica differente con dei risultati interessanti.